Inserito da Rasheed5 il Ven, 17/08/2007 - 12:47

No problema.

Capisco l'ironia della cosa, e la scaletta, per molti aspetti improvvisata, risponde al medesimo principio di ironia, cercando di non prendersi troppo sul serio. Non è musica - questa di questo secondo lato - che mi attiri certo per i contenuti, ma fa un po' muovere la testa e, questo per certo, aiuta a staccare un po' e, non secondariamente, a ridere un po' di sé stessi. Perdonami magari la presa in giro... rispetto a te e alla tua cricca.

A Gigi lo scozzese rispondo invece, che se su quel brano di Ja Rule ci avesse cantato, che ne so, Redman, ora staremmo parlando di uno dei brani più divertenti dell'estate. Stesso discorso vale per tanti altri: lo stesso Hi-tek di "Keep it movin'" produrrà assai probabilmente (come già successo più volte in passato) brani sui prossimi cd di The Game e 50 cent, visto che è stipendiato proprio dall'uomo della monetina da mezzo dollaro. Il brano di quest'ultimo contiene un campionamento da "Top Billin'" degli Audio Two, uno dei brani old school più riconosciuti in assoluto, io lo ritengo un punto di merito. Poi le strofe fan troppo ridere per non essere ascoltate: il pezzo in cui dice: "first is was the Benzo / now im in the Enzo/ Ferrari, im sorry! / I keep blowin up!" ammazza di risate solo per come fa far rima Ferrari e I'm sorry. Ancora, J Dilla collaborava alla stessa maniera con Common, Frank n Dank e Busta Rhymes, tre tipologie di artisti distantissime. E questo solo per fare 3 nomi all'interno della marea di collaborazioni del compianto James Yancey. Altro esempio: Kanye è lo stesso che fa splendide produzioni a Common, però ha collaborato con Pharrell, ed è sempre lo stesso che ha prodotto la base muovi-chiappe per Ludacris "Stand Up".

Il succo del discorso è questo: tra le righe di questa compilation, c'è la consapevolezza di voler riconoscere le numerose gradazioni di grigio presenti nella tavolozza dell'Hip Hop contemporaneo d'oltreoceano. Premier in un intervista ha detto più o meno così: "I don't care if it's Rakim, Young Buck, Ludacris or Common, whatever the song is, if I feel it, I play it". Stesso discorso fa Tony Touch, Rock Steady Crew. Il che non significa suonare ogni merdata, ma mantenere uno spirito critico senza fossilizzarsi su cliché e categorie stagne. A 25 anni comincio ad essere stufo delle divisioni manichee alla "commerciale vs. underground", e mi sento a mio agio ogni qual volta sento di non tradire lo spirito di divertimento e spontaneità che desidero mantenere quando metto le mani sui 1200 e metto qualche disco per la gente che ho davanti. Detto questo, ognuno si comporti come ritiene più giusto!

Yaw

Edo

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