Reportage

Hip Hop Splash Festival - Mosca, 13 e 14 giugno 2009

Scrivo appena rientrato dal primo giorno del festival Hip Hop Splash, organizzato presso lo skate park Adrenalin alla periferia di Mosca.
Organizzazione davvero impeccabile - se non vado errato il promoter è un'agenzia tedesca che ha "esportato" il festival in Russia - supportata finanziariamente dallo sponsor principale, la birra Baltika, che sta promuovendo in modo molto aggressivo il suo marchio Kuler (Cooler, vedi sito), birra altrimenti conosciuta come "la 5" (la Baltika produce 10 tipi di birra, dall'infame analcoolica 0 fino alla potentissima doppio malto 9, passando per la "porter" 6, la export 7, la birra di frumento 8, vedi sito aziendale per maggiori info). Mega proppi quindi alla Baltika per le lattine di Cooler a un euro, due litri al prezzo di una pinta da noi.
Nel pomeriggio di oggi si è tenuta una mega convention di writer, ovviamente su pannello (livelli generali non eccelsi ma ho visto alcuni pezzi non male), e un'esibizione di breakers battezzata Battle Of The Year CSI (ma non credo avesse alcuna velleità "ufficiale" rispetto al B.O.T.Y. che si tiene ogni anno in giro per il mondo) cui purtroppo non ho potuto assistere. Verso le sei è cominciata la jam, con una serie di showcase di crew provenienti da tutta la Russia. Io sono arrivato intorno alle sette, quando i primi 4 gruppi si erano già esibiti, e col senno di poi ho ringraziato il mio essere puntualmente in ritardo: dei tre gruppi che ho sentito, giusto l'ultimo, pre-headliner, tali Marselle, si salvava, per tenuta di palco, uso di basi originali (uno dei due mc ha suonato una base dal vivo sull'MPC, il che fa sempre il suo bell'effetto) e abilità metrica. Bisogna anche dire che il russo è una delle lingue meno adatte al rap, addirittura meno del tedesco, per cui il tutto si è trasformato in una lunga e dolorosa attesa dello show principale della serata, mentre i pacchiani sul palco ripetevano all'infinito "mani su" (e chi mi conosce sa quanto questo abbia il potere di irritarmi) ai pacchiani sotto il palco. Menzione speciale per l'uniformità del vestiario, sopra e sotto il palco: tutti firmati da capo a piedi con ecko, roca, g style ("the first Russian official hip hop brand", scritto vicino al logo... e sticazzi no?), sneaker da ducent'euro, e via discorrendo. E un sacco di baluba col cappellino new era a tenere l'asciugamano in stile beduino. Ma mi dicono dalla regia che si conciano così pure in Italia, quelli che vanno in da club, per cui mi ritiro nel mio backpackerismo inegralista e passo oltre. Tra l'altro, a parte qualche membro della security, ero indubbiamente il più anziano in da place. 31 anni e sentirli tutti...
Dopo un set davvero molesto di "hit" scaldapubblico, in cui ogni pezzo invece di essere mixato viene tagliato a cazzodicane con il rumore del grilletto e due spari, e l'hype man si agita come una bertuccia birmana con un peperoncino infilato nel deretano, finalmente è il momento dei Dead Prez, duo di Brooklyn conosciuto per il rap hardcore dalle tematiche fortemente politicizzate, accompagnato in questa data da un dj dalle ottime doti canore di cui purtroppo non ho colto il nome. Tentano di impostare il concerto con una modalità interattiva, cercando di parlare con il pubblico, ma diventa subito chiaro che la barriera linguistica è insormontabile, per cui tagliano le chiacchiere e passano al sodo. M1 e SticMan tengono il palco impeccabilmente, e mischiano i loro classici a qualche pezzo del loro nuovo Pulse of the People, mixato e prodotto da DJ Green Lantern, che negli Stati Uniti uscirà il 23 giugno ma che è già disponibile, in anteprima mondiale, al banchetto dei dischi in fondo alla sala. Con questa mossa un tantinello ingenua, mi sa tanto che i leak del disco provenienti dalla Federazione Russa non si faranno attendere. Tra dita medie per il governo americano e mani su - a sto giro non richieste - il concerto ha il suo scontato apice in Hip Hop, poi è quasi mezzanotte ed è ora di sbaraccare, niente foto e niente chiacchiere, arriva subito una decina di buttafuori e in tre minuti lo skatepark è svuotato. Beh, data la fame di concerti che mi ritrovo, diciamo che la serata è passata liscia e mi sono pure divertito a lumare le ragazzine mezze ignude e a sbeffeggiare mentalmente i reppusi fescionabol del 2009, ma la vera chicca sarà domani sera, con l'apparizione, per la prima volta in Russia e per la prima volta davanti ai miei occhi, di Sua Maestà l'Uomo Metodo. Non sto nella pelle, temo di non riuscire a prendere sonno stanotte!

P.S. Rientro in metropolitana con un'allegra compagnia di ragazzotti esagitati, che si sono dati da fare per vandalizzare completamente il vagone con marker e bombolette. Non mi hanno lasciato una buona impressione, affatto. Hanno fatto un gran porcaio.

Seconda giornata

Arrivo allo skatepark intorno alle sette, quando le gare di skate e di freestyle BMX sono già terminate. La sicurezza rispetto a ieri è triplicata, e i controlli su borse e corpo sono a livello maniacale, con metal detector all'ingresso e ulteriore detector portatile in mano alla security. Sai mai che qualcuno riesca a portar dentro una lattina di birra o, peggio ancora, di chinotto!
Nella sala principale, in cui è montato il palco, si sono riunite già più di 300 persone, in attesa degli show dei gruppi facenti capo alle varie "label" russe, e un dj suona le solite cose. Dopo una mezz'oretta comincia la carrellata di gruppi e capisco che, ancora una volta, avrei dovuto passare più tempo con la mia bella e arrivare sul tardi. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i colori, ma lo "stile" imperante è quello aggressivo e urlato. C'è anche spazio per una boy band, che  freschezza poca, se non nel caso del veterano Basta (che aveva aperto anche il concerto dei Roots accompagnato da una band di una decina di elementi)  in un paio di pezzi di un mc di San Pietroburgo e nella diversione ragga di una crew di Mosca che si aggiunge a lui. I nomi ve li potrei pure trovare, ma questi - come tutti d'altra parte - cantano esclusivamente in russo e non so che ve ne fareste. Comunque, se proprio siete curiosi, qui trovate l'intero programma del festival. La parte "di riscaldamento" della serata si conclude con lo show della label Phlatline, di cui fanno parte gli stessi Marselle che hanno già suonato ieri e che riscuotono un gran successo di pubblico, sebbene il loro show sia esattamente una replica di quanto già sentito. Mi risultano meno simpatici per come si sono adattati al mood della serata. Fondamentalmente sono rimasto tutto il tempo vicino al bar bevendo birra e chiacchierando con altri ragazzi che, benché russi loro stessi, erano altettanto insofferenti rispetto a ciò che accadeva sul palco.
Con un'ora di ritardo abbondante sul programma, ecco annunciato l'arrivo di Method Man, preceduto sul palco da DJ Mathematics e dal fido scudiero Streetlife. Il pubblico è ovviamente in delirio e non riesco ad avanzare oltre la quindicesima fila. Il concerto comincia su livelli di energia elevatissimi, e il sudore non tarda a legare tutti i corpi in un unico abbraccio umido e puzzolente (come sono poetico oggi). Sfruttando la mia ormai quasi ventennale esperienza, e conscio della non reversibilità del pessimo stato di pulizia dei miei indumenti, riesco nella non facile impresa di avanzare fino in quinta fila, da cui scatto un po' di foto decenti prima di abbandonarmi al saltarello collettivo. Salta di qui e salta di là, e non ti arrivo in prima fila? Nel frattempo Johnny Blaze e Streetlife si producono in uno show indimenticabile, di cui con mio stesso stupore mi ritrovo a cantare tutti i pezzi insieme a buona parte del pubblico: dagli albori, All I Need, Clan In Da Front, Tical, M.E.T.H.O.D. M.A.N., i classici tre pezzi di tributo a ODB, il capitolo Meth & Red con How High e Rockwilder, passando per un paio di brani di The Prequel fino ad arrivare alla più recente A-Yo, dalla sua ultima fatica discografica in coppia con l'Uomo Rosso. Mentre lo sto inquadrando nell'obiettivo subisco il primo stage-diving a tradimento di MM, con successiva carica dei bouncer tra il pubblico per recuperarne il corpo arrivato quasi a metà sala. Lui se la ghigna come un pazzo, sale sulle casse e si mette a cantare a cinque metri sopra di noi, poi torna giù e il sorriso stampato in faccia dimostra che è palesemente soddisfatto. Dopo un secondo tuffo nella folla, che stavolta sono pronto a supportare, si alza in piedi sulle nostre mani e si fa una passeggiata di qualche secondo, per poi ricascare tra le braccia adoranti del suo pubblico. Da lì a poco il concerto si conclude, di nuovo niente foto e niente autografi, di nuovo la pressione dei buttafuori, e il pubblico sfolla di corsa per arrivare in tempo alla metropolitana prima della chiusura, scandendo con un'unica voce gutturale 'WU-TANG, WU-TANG'. Sarà durato massimo un'ora e dieci, breve ma intenso, sicuramente da vedere in una sede più amichevole e senza quattro pallosissime ore di opening act!!

ionicboy

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Artificial Kid - Report live presentazione album @ Cantiere 21.03.09

L' hip hop è un mezzo, non un fine, e Artificial Kid ce lo rispiega. La formazione vede Stabbyo al beatmaking e Craim al turnablism, che riceve e reinterpreta con le sue mani d'oro i segnali provenienti dal sintetizzatore di Stabbyo. L'intro è qualcosa di fenomenale: una sirena d'allarme, perchè purtroppo stiamo gia in stato d'allerta, dietro alla quale prende gradatamente forma la base che mi ha letteralmente consumato i timpani nelle ultime settimane, quella di Il sistema, la prima traccia del disco. Non si fa in tempo a vedere la sagoma del Danno e il pubblico gia esplode. E' qualcosa che si respira nell'aria, la gente sa che sta per assistere  ad uno show veramente speciale questa volta. E' una descrizione metodica ed incredibilmente dettagliata di un futuro prossimo, che però non è il futuro, bensì  il presente che ci è tenuto nascosto, e di cui le persone non si rendono conto, troppo intontite dai media, dal lavoro, dalle bugie di chi governa, o dalla corsa all'istruzione a cui tutti siamo, o siamo stati, soggetti. Il primo pezzo è il dito nella piaga del sistema che ci sta rubando la vita, è un ragazzo di 34 anni che implora i suoi simili di aprire gli occhi, è il primo colpo inferto a questo meccanismo che ci consuma dentro. D'un tratto, proprio mentre  ho come l'impressione che tutti gli anni passati dal Danno nel Colle altro non siano che la gavetta per arrivare a questi livelli, il Danno (che porta la maglietta di Kaos One) si scusa col pubblico per eventuali errori, con l'umilta di chi sale sul palco per la prima volta. E' incredibile come abbia ancora da insegnare quest'uomo.
Lo show continua e la scaletta equivale alla tracklist del disco. E' Assurdo il processo che ci sta portando verso il gran finale, ed il Danno parla molto chiaro, ma solo per chi ha orecchie per ascoltarlo. Continui riferimenti a letteratura e filmografia, teleschermi ovunque alla 1984, replicanti alla Blade Runner e maschere sorridenti su volti alieni alla Essi Vivono. E' necessario conoscere le fonti da cui il Danno ha appreso ciò che ci serve su un piatto d'argento, per capire a fondo il disco. Da vedere assolutamente anche Rollerball ( del 1975), da cui Danno prende spunto per l'omonima traccia. Ma i pezzi del concerto non sono solamente pesanti colpi al sistema, non è solo libera informazione, ma anche introspezione. Così in Deragliamento Personale Danno mette a nudo la mente e l'anima di chi nel ventunesimo secolo altro non vorrebbe che consumare la propria esistenza nella pace e nella felicità, mentre si sente schiacciato da questo mondo artificiale che è profondamente e radicalmente sbagliato. A mio avviso un altro pezzo che entrerà nella storia di questa musica. Il disco, e quindi il concerto, varia dunque dai pezzi molto provocatori e realmente informativi a quelli più introspettivi, senza tralasciare quella radice da b-boy hardcore che lo ha caratterizzato per anni, come in Ipercubo. Io credo che il pubblico non credesse alle proprie orecchie, di fronte a pezzi quali CPSOM, davvero degni di essere paragonata a romanzi utopici entrati nella storia della letteratura, da Orwell a Huxley a Bradbury.
Tutto questo supportato dalla musica (non poteva essercene di piu appropriata) di Stabbyo, e di Craim, che in questo caso non si limita a scrathces localizzati, ma svolge una funziona "costruttiva" nel processo stesso di beatmaking, in quanto una certa parte dei synth di Stabbyo, prima di giungere alle casse, passa dai suoi giradischi. Lo show è intervallato da una breve esibizione di Craim (che ricordiamo essere pluricampione di ITF e DMC) in beatjuggling, anche per permettere all'instancabile Danno di riprendere fiato. E' da sottolineare che in questa nuova formazione Danno non è supportato dal consueto Masito, ma soltanto da qualche sporadica doppia voce di Stabbyo. Nonostante questo ci offre freestyle, pezzi inediti di una bellezza inaudita, strofe e ritornelli classici della sua storia musicale, e in più si cala nella veste del suo alter ego Sid Vinicious. Non sto nemmeno dirvi che pezzo mostruoso ha portato sotto questa forma.
Chiude con il consueto pezzo pro-legalizzazione. Il disco è gia entrato nella storia del rap italiano, e chi ha potuto assistere alla prima nazionale (nonostante fosse la prima esibizione, gran parte del pubblico conosceva i testi a memoria!) di questo capolavoro deve ritenersi una persona molto fortunata.
Il prossimo appuntamento è a Bologna il 24 aprile. Essici!

yo
z

(report a cura di Zoro)

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BeAroundVideo. Ardens street dream chronicles.


Be (H)Ardance è il nome del nuovo corso (il precedente si è estinto) di un progetto territoriale rivolto a giovani adolescenti del quartiere di San Tomaso, a Bergamo.
Attorno al tema della cultura Hip Hop è rinato e sta dando frutti, relazioni, registrazioni e soddisfazioni.
I ragazzi si trovano un paio di pomeriggi alla settimana al parco Ardens appunto, e si sono dati un nome: Hardens Street Dream, e quando li vedo e li sento penso che “come Martin Luther King anche io ho il mio cazzo di dream”!

Il Baro.

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Damn!! Esa & Tormento con il Bg's Team



Live al Damn! venerdì 17 ottobre 2008. Foto di Tommy (grazie!).

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Valanga, Nano & friends



Foto Nano e Valanga a Roma con Assalti, a Ostia con Dondiegoh, a Falconara con Assalti e a Bologna con Inoki Esa Tormento Lugi etc. Guardale yo

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E' l'Olanda la Landa del Valanga? [UPDATE]





Due video recemtissimi che mostrano i protagonisti del Virus Free Generation live sullo stesso palco al Dunya Festival di Rotterdam. Ospiti del set di Blaxtar, Willy Valanga, Gospel, Fid-q, Zuluboy, Zubz, Snazzy e dj Lovesupreme.
Menzione speciale per le due strumentali potentissime.

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BGReggae @ Fever Bilbao: Quickly Burnin' Sound, Shanty Sound & Kalibandulu

E quando meno te l'aspetti... Bergamo Reggae in trasferta nei Paesi Baschi!!
Il nostro Willy Valanga (versione in levare) si esibisce al Fever di Bilbao insieme al resto della cricca polleggio berga-basca. Mas fuego!
Saluti agli amici Baro, Ciuffo aka Chalice D'Jah, Irie I, Fulvietto, Major Larry.

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Shanty Sound feat. Willy Valanga - Freestyle @ Paprika



Live al Paprika di Dalmine (BG) il 6 febbraio 2008.
Willy Valanga a catapulta sulle version spinte da Shanty Fe, solo rime improvvisate per questa deadly combination!

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Virus Free Generation Tour - Assalti Frontali & Willy Valanga in Sudafrica

Italia-Zimbawe-Sud Africa-Paesi Bassi e poi e poi e poi
Video di Movement/Movimento: Bonnot e Valanga per Assalti Frontali con Zubz nel video girato a Cape Town di Movement-Movimento, una delle perle che il progetto virusfreegeneration sta spedendo in giro per il mondo.
Grazie a chi ha realizzato il video ed è rimasto nel backstage, in particolare Jelle che ci ha lavorato passo per passo fino all'uscita.
Grazie ad Assalti per il Movimento;
Grazie a Willy e a Bonnot: siamo fieri di vedere il video con voi.
Grazie a Zubz e a tutta la crew di Philippi che nel video si vede con Indigeneous raggiungere la "Città del...Movimento".


Dopo averlo invitato come ospite alle sessioni di registrazione del nuovo album a Casa Sonica, gli Assalti Frontali hanno inviato il nostro Willy Valanga a rappresentarli in Sudafrica insieme a Bonnot e NCOT al Virus Free Generation Hip Hop Tour, una stupenda iniziativa in chiave hip hop per la sensibilizzazione alla campagna anti-HIV che ha visto affiancati artisti africani ed europei in varie parti del continente nero.
A questa iniziativa, da poco conclusasi, ha corrisposto la creazione di un sito che raccoglie filmati, foto, musiche e interventi degli artisti coinvolti.
Nei giorni di convivenza gli artisti hanno registrato 3 brani per ognuna delle collaborazioni euro-africane venutesi a creare nelle varie regioni, brani che verranno raccolti in un CD in uscita a breve. Valanga e Bonnot sono stati abbinati al rapper sudafricano Zubz, con il quale hanno prodotto e registrato tre pezzi che non vediamo l'ora di ascoltare (per adesso è disponibile l'anteprima di Movimento nella sezione a loro dedicata sul sito del VFG HHTour).
Nell'attesa di un reportage più dettagliato di Willy Valanga e di Bonnot, vi invitiamo a leggere di seguito i loro blog, che ci permettiamo - per comodità dei lettori - di inserire tra i commenti.

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